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EFA Ossigenazione e Cancro - Del prof. Brian Scott Peskin

Scritto riassuntivo di Magnet

Cancro e cardiopatie possono essere prevenuti tramite l’assunzione di acidi grassi essenziali non adulterati Capostipiti di omega-6 e omega-3 secondo un rapporto variabile tra 1:1 e 2,5:1.



1 - La causa primaria del cancro non è di natura genetica.

2 - Le comuni soluzioni anticancro non funzionano.

3 - Le ricerche anticancro del Dr. Otto Warburg.

4 - La causa primaria del cancro.

5 - Cause secondarie del cancro.

6 - Acidi grassi essenziali ed oli contenenti EFA.

7 - Rapporti fra omega-6 e omega-3.

8 - Alimenti contenenti EFA

9 - Il miracolo delle “calamite di ossigeno? degli EFA.

10 - Il derivato dagli omega-6 AA (Acido Arachidonico) previene la coagulazione del sangue.

11 - Cosa ostruisce realmente le arterie.







1 - La causa primaria del cancro non è di natura genetica.

Un tempo il cancro era una malattia non comune, che colpiva un’esigua percentuale di cittadini statunitensi; nel 1900 soltanto il 3% della popolazione morì a causa di tale affezione. Invece attualmente il cancro è diventato talmente comune che virtualmente chiunque conosce qualcuno colpito da tale terribile patologia. In realtà ammalarsi di cancro non è più l’eccezione bensì la regola. Ormai siamo giunti ad accettare il cancro come un male inarrestabile, incurabile, si tratta di una tragedia in quanto il cancro non è una patologia naturale ed è prevenibile.

Quello che i più trovano sconvolgente è il fatto scientifico che sotto il profilo genetico il cancro sia recessivo, non dominante; in realtà il l’organismo umano è assai resistente al cancro. Nel 1969 il prof. Henry Harris della Oxford University scosse sino alle fondamenta la comunità della ricerca sul cancro, allorquando dimostrò l’infondatezza di suddette precedenti teorie. Il Prof. Harris prese comuni cellule di tessuto e fuse con esse tre tipi di cellule cancerose; lo studioso pensava che certamente le seconde avrebbero prevalso sulle prime, convertendole in cancro. Sorprendentemente, le cellule sane crebbero normalmente.

Contrariamente a quanto comunemente  ritenuto, per svilupparsi negli esseri umani il cancro impiega vari decenni. Dato tale prolungato periodo di incubazione, la scienza può indicarci il modo di distruggere tutte le iniziali cellule precancerose ed impedire a quelle cancerose di provocare danni estesi.

Se siete convinti che la base del cancro sia di natura genetica, vi invito a ricredervi. Il Dr. Robert A. Weinberg del Massachusetts Institute of Tecnology (MIT), uno dei più eminenti ricercatori del settore, nonché scopritore del cosiddetto oncogene (il gene che provoca il cancro), Ha riveduto le sue precedenti conclusioni dopo aver scoperto che “sembra sia stata erroneamente copiata meno di una base del DNA su un milione.? Non è un difetto sufficiente! Il Dr. Weinberg ha detto esattamente: “Qualcosa era decisamente sbagliato. La nozione che un cancro si sviluppasse tramite attivazione successiva di una serie di oncogeni aveva perso il suo rapporto con la realtà,? Egli definì sterili le scoperte genetiche fatte sino ad allora. Di conseguenza la causa primaria del cancro non è di natura genetica. Questo annuncio risale al 1998. Ne avete inteso parlare? Probabilmente no.

Nel 2006, i dirigenti del più grande centro mondiale di ricerca sul cancro di Houston, Texas, hanno annunciato che la causa primaria del cancro non è genetica, e si afferma che altre ricerche dovrebbero avere la precedenza, sul progetto genoma del cancro.

Così la causa primaria del cancro non è una mutazione genetica, anche se il cancro imperversa nella vostra famiglia, esistono speranze concrete. Malauguratamente i genetisti hanno rivoltato la questione, tentando di costringere i fatti ad adattarsi alle loro teorie a base genetica quando queste ultime non sono conformi ai fatti poiché, come il prof. Harris ha dimostro molti anni fa, il cancro non è geneticamente dominate.

A che punto siamo? Dove possiamo andare alla ricerca di soluzioni? Che dire delle popolari soluzioni nutrizionali per combattere il cancro?



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2 - Le comuni soluzioni anticancro non funzionano.

Nel loro complesso le persone, nella speranza di vincere la battaglia contro il cancro seguono diligentemente le raccomandazioni degli esperti. Purtroppo virtualmente nulla di quanto ci viene detto si basa su fatti scientifici.

Frutta e verdura: nemmeno gli ortaggi a foglia verde proteggono dall’insorgenza del cancro. (JAMA 2001; 285:769-776).

Fibre: invece di contribuire a prevenire il cancro al colon, le fibre lo fanno peggiorare (Lancet 2000; 356:1286-7).

Mammografia: Samuel S Epstein , (presidente della Cancer Pevention Coalition ), Rosalie Bertell e Barbara Seamen , hanno pubblicato un articolo che denunciava le verità relative alla mammografia, di cui la maggioranza delle donne non è mai stata informata. Non è una tecnica per la diagnosi precoce, ed in verità prima che si riesca ad individuarlo, solitamente il cancro al seno è già presente da circa otto anni.

Olio di pesce: la maggior parte degli integratori all’olio di pesce non hanno alcuna utilità nella prevenzione del cancro e possono rivelarsi pericolosi per la salute. Il Quarto Convegno della International Socitety for the Study of Fatty Acids and Lipids (ISSFAL). Tenutosi dal 4 al 9 giugno 2000 a Tsukuba, Giappone, ha riportato quanto segue:

“… ..Alcuni studi indicano che, secondo i livelli utilizzati, l’olio di pesce (costituito da derivati dagli omega-3) fa diminuire un’ampia gamma di risposte delle cellule immuni (cellule killer naturali), attività dei linfociti T citotossici, proliferazione dei linfociti e produzione di IL-2 e IFN-y (1,2).?

“… .Recenti studi hanno indicato che livelli relativamente bassi di acidi grassi omega-3 a catena lunga (EPA o DHA)… sono sufficienti a determinare alcuni degli effetti soppressivi…?

“… .Tale diminuzione, di inibita proliferazione di linfociti ed attività delle cellule killer naturali, provoca maggiori quantità di batteri cellulari (infezione) e compromessa eliminazione delle cellule tumorali.?

Qualsiasi sostanza che provoca una menomazione della facoltà di uccidere le cellule tumorali è carcinogena, l’opposto di quello che vogliamo. Dato che sono in molti a consumare l’olio di pesce, questo potrebbe rappresentare una ragione a monte del fatto che i tassi di insorgenza del cancro sono in aumento invece che in diminuzione.

Inoltre l’olio di pesce non ha alcuna utilità nella prevenzione delle cardiopatie, anni orsono la Harvard Medical School ci aveva avvertiti, pochi hanno prestato ascolto. Anche il consumo di pesce intero, invece del solo olio si è dimostrato inefficace. I Giapponesi, grandi consumatori di pesce, presentano tassi di cancro e di cardiopatie superiori a quelli statunitensi (già tra i più alti del pianeta). Dal 1981, in Giappone, il cancro è la principale causa di mortalità.

Nel gennaio 2006 è stata smascherata l’inefficacia anticancro degli omega-3 ( JAMA 2006; 295(4 ))

L’analisi più esauriente attualmente disponibile, pubblicata sul British Medical Journal del 24 marzo 2006 nella quale si esaminano 96 prove, di cui 44 comprendenti integratori e 5 costituite principalmente da ALA (capostipite degli omega-3) derivati da piante come il lino e con la parte restante di olio di pesce, conferma l’inefficacia anticancro: “ Non abbiamo trovato alcun riscontro del fatto che i grassi omega-3 abbiano avuto un qualche effetto sull’incidenza del cancro….Questa rassegna sistematica ha valutato, in un’ampia varietà di partecipanti, gli effetti determinati dall’impiego di grassi omega-3 sulla mortalità complessiva, su fenomeni cardiovascolari, cancro e colpi apoplettici, senza rilevare alcun evidente beneficio degli omega-3 sulla salute.? Purtroppo nonostante questi fatti, per la maggior parte i medici di tutto il mondo continuano a raccomandare l’olio di pesce per prevenire cancro e cardiopatie.

Soia: Nemmeno i prodotti a base di soia vi proteggeranno dal contrarre il cancro. Le proprietà della soia vengono tuttora propagandate da nutrizionisti, medici e pubblicazioni popolari che si occupano di salute e bellezza, tutti senza cognizione dei fatti scientifici. I fagioli di soia sono fonte di isoflavonoidi tra cui genisteina e daidzeina, che contrariamente da quanto comunemente riportato dai media sono entrambe pericolose per la salute. Tratto da Biochemical Farmacology (1997;54:1087-96): “ i fagioli di soia contengono composti (genisteina e daidzeina) che inibiscono la perossidasi tiroidea (TPO), la quale è essenziale per la sintesi dell’ormone tiroideo.? I popolari fitoestrogeni genisteina e daidzeina sono distruttori endocrini. Le donne di tutto il mondo sono state fuorviate. La soia inoltre danneggia il sistema immunitario. Già nel 1975 il Canadian Journal of Biochemistry riportava “che i fagioli di soia di fatto indeboliscono il sistema immunitario, si è riscontrato che l’inibitore della tripsina presente nella soia inibisce la trasformazione dei linfociti umani.?

Ecco cosa accade. La tripsina è un enzima prodotto dal pancreas e viene impiegato per la digestione delle proteine; ha un’importanza cruciale per la produzione di anticorpi. Il pancreas viene irritato, e sollecitato a produrre ormoni quando in realtà non è nelle condizioni di farlo, determinando una diminuita ossigenazione dovuta all’irritazione…..

Di conseguenza la soia induce l’insorgenza del cancro nel pancreas, una patologia che corrisponde tipicamente ad una condanna a morte.



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3 -Le ricerche anticancro del Dr. Otto Warburg.

Molti dei miei colleghi medici sono rimasti sconvolti nell’apprendere queste verità. Quanti di noi hanno letto sulla stampa popolare queste importanti scoperte pubblicate sulle riviste mediche? Purtroppo non molti. Non disperate, poiché una soluzione anticancro esiste, la scoprì nel 1952 Otto Warburg, MD,PhD . Al Dr. Warburg si è fatto riferimento come al massimo biochimico del 20mo secolo; la quantità e l’importanza delle sue scoperte lo qualificano come il più esperto biochimico di tutti i tempi. Negli anni 20 il Dr Warburg condusse ricerche su enzimi respiratori (coenzimi), determinate vitamine e minerali di cui l’organismo necessita per l’utilizzazione dell’ossigeno nelle cellule, il che alla fine gli valse il premio Nobel nel 1931. Senza dubbio il comitato del Nobel si aspettava che la comunità medica si avvalesse delle vitali scoperte di Warburg sul cancro; malauguratamente, intervenne la politica ed il cancro non venne sradicato. Il Dr. Warburg continuò a fare importanti e fondamentali scoperte, tra cui come misurare la pressione dell’ossigeno in una cellula vivente elaborando uno speciale manometro, passo assai importante che portò alla sua scoperta secondo cui una bassa concentrazione di ossigeno e pressione presagiva sempre lo sviluppo del cancro.

L’importanza di tale scoperta è che egli isolò la causa funzionale primaria della patologia. Egli descrisse le effettive condizioni inerenti alle cellule che inducono e provocano il cancro e, così facendo, rese possibile ad altri elaborare successivamente metodologie pratiche e funzionali per inibire lo sviluppo della malattia. Il fatto che nessun rilevante principio delle sue numerose scoperte sia stato utilizzato dalla comunità della ricerca medica a fini di prevenzione, cura e remissione del cancro è agghiacciante. Nessuno scienziato o ricercatore ha mai confutato la validità, la correttezza o l’applicabilità di queste importanti scoperte nella prevenzione e nella cura del cancro. Ancora oggi, il consenso della comunità medica ha ben poco a che fare con la scienza. La politica ha dilapidato gli sforzi di molti ricercatori.



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4 -La causa primaria del cancro.

Ormai siamo talmente abituati a sentirci dire che un giorno potremmo scoprire cosa provoca il cancro, che tale patologia rappresenta il principale mistero della medicina dei tempi moderni, che forse stenterete a credere a quanto segue.

Il Dr. Otto Warburg scoprì, ed affermò con chiarezza, che la causa primaria e basilare del cancro è troppo poco ossigeno che affluisce alle cellule. Nel 1966, nel corso di un convegno di premi Nobel tenutosi a Lindau, in Germana, egli dichiarò: “Rileviamo in via sperimentale che all’incirca il 35% di inibizione della respirazione di ossigeno è di per sé sufficiente ad indurre tale trasformazione durante la crescita cellulare.

Et voilà! Semplicissimo, no? Solo un terzo di ossigeno in meno rispetto al normale e si contrae il cancro. In base a meticolosi esperimenti che egli e molti altri verificarono numerose volte, il Dr. Warburg scoprì ed affermò che la causa primaria del cancro è semplicemente un insufficiente afflusso di ossigeno nelle cellule (ipossia).

La situazione peggiora perché una volta che la cellula è diventata cancerosa, non è in grado di tornare allo stato precedente, deve essere distrutta ( Science 1956; 123(3191 )).

Tali informazioni sulla connessione ossigeno-cancro sono state pubblicate varie volte su recenti riviste di oncologia, ad esempio Radiotherapy and oncology 1993; 26(1):45-50 e 1990; 53:113-17 . Tuttavia, la soluzione pratica al problema della carenza di ossigeno è sfuggita ai ricercatori.

L’assunzione di perossido di idrogeno, integratori di calcio, integratori all’olio di pesce, ingenti quantitativi di omega-3, ozono, acqua ossigenata, non risolverà la carenza di ossigeno a livello cellulare.

Nemmeno l’attività fisica di qualsiasi livello serve.

Il Dr. Warburg è stato al riguardo molto chiaro, l’ossigeno di per sé non è sufficiente, in quanto a promuovere la carenza di ossigenazione cellulare concorrono diversi fattori di cui accenneremo più avanti. Di conseguenza l’esercizio fisico di per sé stesso non rappresenta la soluzione per restare immuni dal cancro, molti individui che si allenano regolarmente, compreso gli atleti contraggono comunque il cancro.



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5 -Cause secondarie del cancro.

Virtualmente qualsiasi presunta causa di cancro citata al giorno d’oggi dalle pubblicazioni di ambito sanitario e nutrizionale è una causa secondaria. Fra le cause secondarie si annoverano: ambiente, sostanze chimiche cancerogene, radiazioni di origine ambientale e medica, grassi trans (idrogenat i), a dditivi alimentari, sostanze chimiche presenti nel fumo, virus e anche mutazioni genetiche . Le cause secondarie di cancro sono innumerevoli, sono utili a scopi preventivi.

Tuttavia andare incessantemente alla ricerca di cause secondari è uno spreco di tempo in quanto non ha mai portato i ricercatori né lo farà mai, ad ottenere una reale cura per il cancro. Il Dr. Warburg ci ha ripetutamente avvertito riguardo allo spreco di tempo prezioso dedicato alla ricerca di cause secondarie.

Ciò che ogni causa secondaria ha in comune è che determina direttamente o indirettamente una insufficiente ossigenazione nelle cellule. Di conseguenza se affrontiamo in modo diretto il problema di come far affluire sufficiente ossigeno alle cellule, ridurremo al minimo il pericolo rappresentato da qualsiasi tipo di causa secondaria.



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6 -Acidi grassi essenziali ed oli contenenti EFA.

L’organismo necessita di specifici grassi i quali, fra le altre importanti funzioni, fanno si che sufficiente ossigeno pervenga alle cellule attraverso le membrane cellulari, che rappresentano l’elemento cruciale. Gli specifici grassi in questione hanno un’elevata capacità di assorbimento dell’ossigeno. Denominati acidi grassi essenziali , o EFA, questi grassi specifici devono essere quotidianamente somministrati all’organismo dall’esterno, dal cibo e da determinati oli, poiché l’organismo non è in grado di produrli autonomamente. Esistono due forme “ capostipite ? di EFA che consentono al vostro organismo di ricavare da essi qualsiasi cosa di cui abbia bisogno, vale a dire vari tipi di “ derivati ? dagli EFA.

Il capostipite degli omega-6 è denominato acido linoleico (LA), mentre il capostipite degli omega-3 è denominato acido alfalinoleico (ALA).

L’olio di oliva contiene principalmente omega-9, un olio non essenziale che l’organismo produce da sé. Tradizionalmente l’olio extravergine di oliva non è trattato e quindi non provoca il cancro, ma non vi proteggerà da tale patologia. Evitare assolutamente la margarina; non va a male nemmeno quando viene conservata fuori dal frigo, a dimostrazione che l’olio idrogenato non ossigena.

Si sconsigliano l’olio di colza e l’olio di soia, entrambi mai concepiti per il consumo da parte di esseri umani, bensì come alimento per animali o per usi industriali, evitare i prodotti lavorati che li contengono.

Prima di acquistare un prodotto, accertatevi di cosa state comprando. Assicuratevi che gli oli siano crudi, non trattati e biologici, e che non contengano olio di pesce o qualsiasi olio idrogenato.



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7 -Rapporti fra omega-6 e omega-3.

Per determinare quali oli contengono i migliori EFA anticancro, dobbiamo prendere in considerazione il contenuto di tessuto nel nostro organismo. In base a studi patologici si sa che il cervello ed il sistema nervoso presentano un rapporto di uno a uno (1:1) fra omega-6 e omega-3. Alcuni nutrizionisti sostengono che questo rapporto sia il migliore, ma si sbagliano.

Ecco il perché.

Nel loro complesso gli organi contengono un rapporto fra omega-6 e omega-3 pari a 4:1. Ad ogni modo il cervello, il sistema nervoso e gli organi costituiscono soltanto il 12% del peso corporeo. L’epidermide è al 100% capostipite di omega-6 e non contiene omega-3, rappresenta circa il 4% del peso corporeo. I muscoli rappresentano almeno il 50% del peso corporeo complessivo e costituiscono il fattore primario di cui tener conto nel determinare il necessario rapporto fra omega-6 e omega-3. Uno dei fattori cruciali inerenti alla struttura dei muscoli è che, a secondo della condizione fisica, il muscolo contiene da 5,5 a 7,5 volte omega-6 che omega-3. Ci mettono in guardia rispetto all’eccesso di omega-6 nella nostra dieta e ci dicono che dobbiamo assumere oli contenenti omega-3 come compensazione; ci dicono che ingeriamo troppi omega-6, sino a 20 volte più del necessario. Questo è sbagliato, e l’analisi comprende numerosi altri fattori. Dal punto di vista scientifico, necessitiamo, di un integratore organico con un rapporto omega-6; omega-3 variabile fra 1:1 e 2,5:1. Con un rapporto di tale efficacia, avrete bisogno di un quantitativo giornaliero minimo di 3-4 grammi. Tale rapporto è significativamente diverso da quello che probabilmente vi indicheranno medici, esperti di salute o estensori di articoli destinati alle diffuse pubblicazioni del settore nutrizionale; costoro semplicemente non ne conoscono o non ne comprendono le basi.

La loro analisi è infarcita di un considerevole numero di errori, e mi auguro che esaminerete il documento dal titolo “ The Scientific Calculation of the Optimum Omega 6/3 Ratio ?

Presso: http:// www.BrianPeskin.com (ciccare su EFA Report), così comprenderete la questione e le basi scientifiche a monte del calcolo relativo al rapporto ideale fra omega-6 e omega-3.

L’olio di pesce, assieme ad una dose eccessiva di derivati di omega-3, può di fatto essere causa di cancro l’esatto opposto di quanto ci proponiamo, e l’olio di lino contiene fin troppi capostipiti di omega-3.

Per la maggior parte i capostipiti degli omega-3 non vengono convertiti in derivati; permangono nelle membrane cellulari e nei tessuti nella originaria forma capostipite. Alcuni scienziati se ne rendono conto ed alcuni testi medici lo spiegano. Per di più, la lavorazione industriale degli alimenti distrugge una rilevante quantità di tali EFA, unitamente alla loro capacità ossigenante.



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8 -Alimenti contenenti EFA

E’ imperativo comprendere che tali alimenti devono provenire da coltivazioni biologiche e, qualora sia necessario, sottoposti ad una lavorazione in condizioni di calore ridotto e senza conservanti artificiali. Diversamente gli EFA risulteranno danneggiati.

Prodotti caseari/uova/formaggi:

Formaggi derivati da “latte crudo? ed uova sono eccellenti fonti di EFA. Il latte pastorizzato è carente di EFA ed è nocivo per i bambini.

Carni:

Polli, manzi (meglio se alimentati con erba fresca), agnelli, maiali, ecc., allevati e lavorati secondo parametri biologici, sono fonti abbondanti di EFA

Frutta secca:

Anacardi, mandorle, noci, arachidi, ecc., purchè biologiche non lavorate.

Prodotti del mare:

Gamberi, scampi, pesce, aragoste, granchi, frutti di mare, ostriche, ecc.

E’ importante comprendere che consumare grandi quantitativi di prodotti del mare non è la soluzione anticancro; i prodotti del mare sono assai ricchi di EFA capostipite di, e, derivati da omega-3. Il pesce di allevamento, contiene perlopiù derivati dagli omega-3; il pesce di allevamento e l’olio da esso ricavato vanno evitati.

Frutta e ortaggi:

Gli animali provvisti di stomaci multipli sono in grado di estrarre EFA dalla cellulosa di vegetali come l’erba, ma gli esseri umani provvisti di un solo stomaco, non possono farlo.

Cereali:

Gli esseri umani non sono in grado di estrarne gli EFA.



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9 -Il miracolo delle “calamite di ossigeno? degli EFA.

Pensate a questi EFA polinsaturi come a calamite di ossigeno. La dimostrazione di questo fatto è sepolta nei principali testi e riviste di medicina, come ad esempio Harper’s Illustrated Biochemistry , e Human Nutrition Clinical Nutrition, luglio 1984.

Gli EFA sono essenziali per la struttura e la funzione della respirazione cellulare. In assenza di elevata efficienza della respirazione, il cancro segue a breve. Questi EFA calamite di ossigeno nella membrana cellulare attraggono l’ossigeno presente nel flusso sanguigno e lo trasferiscono nella cellula.

Quindi non ha importanza quanto respiriate o quanto esercizio fisico fate; se non disponete degli adeguati EFA funzionali a livello cellulare, le vostre cellule non assorbiranno abbastanza ossigeno dal sangue e voi risulterete assai predisposti al cancro. Ricordate che la soglia del cancro corrisponde ad una diminuzione del 35% dell’ossigeno cellulare. Senza un costante rifornimento di questi EFA dagli alimenti, il trasferimento dell’ossigeno cellulare risulta significativamente ridotto.

Un esempio di come funzionano.

Il pesce va a male in pochi giorni poiché l’olio presente nel pesce assorbe ossigeno in quantità elevate, reagisce rapidamente con l’ossigeno presente nell’aria, perché l’olio contenente EFA ha la capacità di assorbire ingenti quantitativi di ossigeno, questo processo si chiama ossidazione.

Questo vale anche per altri tipi di grassi essenziali, che svolgono la loro funzione di assorbire ossigeno, in virtù di tale aspetto hanno una vita limitata, dopo un breve periodo non funzionano più, gli EFA divengono esausti cioè rancidi. Questo è il motivo per cui devono essere sostituiti quotidianamente ricavandoli dal cibo.

Madre natura ci ha progettati in questo modo.



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10 - Il derivato dagli omega-6 AA (Acido Arachidonico) previene la coagulazione del sangue.

Il Dr. Warburg comprese che un flusso sanguigno lento consente al cancro di andare in metastasi. In seguito altri ricercatori dimostrarono che se si riesce ad impedire ad un cancro localizzato di andare in metastasi, il rischio di morire a causa del cancro diminuisce di ben 10 volte. Anche nel caso in cui abbiate un cancro, non morirete a causa sua. La velocità e la viscosità del sangue presentano una connessione con la diffusione del cancro; questo è un fatto sorprendente, raramente citato, evidenziato dal biologo molecolare di fama mondiale Robert Weinberg.

Cosa provoca la metastasi? I coaguli di sangue, ed anche questo è un fatto risaputo. Cos’è che impedisce al sangue di raggrumarsi ed è anche il naturale anticoagulante fornitoci da Madre Natura, che previene i coaguli di sangue? No, diversamente da quanto vi raccontano di continuo, non sono gli omega-3.

Il capostipite degli omega-6 è assai più potente. L’acido arachidonico (AA) è un cruciale derivato dagli omega-6 nonché un importante componente biochimico presente in ciascuna delle nostre cellule; è il mattone adibito alla costruzione del più potente agente antiaggregante (coadiuvante degli anticoagulanti) noto, denominato prostaciclina. L’AA inoltre inibisce l’adesione delle piastrine, il che lo rende un “anticoagulante? naturale; l’AA contribuisce anche a risolvere danni vascolari conseguenti a lesioni.

Spesso le vittime di attacco cardiaco presentano livelli di EFA scarsi, in particolare gli EFA derivati AA dal capostipite degli omega-6 e gli EPA dal capostipite degli omega-3. Abbiamo in qualche misura bisogno di capostipite degli omega-3, poiché l’EPA è uno dei suoi più importanti derivati. Il problema è che gli integratori all’olio di pesce ce ne forniscono in misura eccessiva.



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11 - Cosa ostruisce realmente le arterie.

Contrariamente a quanto ci propinano da decenni, non sono i grassi saturi che ostruiscono le arterie ed impediscono il fluire del sangue; è il capostipite degli omega-6 adulterato .

Un pionieristico articolo di Lancet (1994; 334; 1195-96) riportava alcune analisi delle placche arteriose. Felton e altri, hanno misurato i singoli componenti e in un coagulo dell’aorta hanno rilevato oltre 10 composti diversi ma nessun grasso saturo. Nel coagulo era presente del colesterolo, fenomeno spiegato dal fatto che il colesterolo funge da agente protettivo di guarigione per tagli e contusioni delle arterie, esattamente come la crosta che si forma sulle ferite esterne.

Qual è il componente predominante di un coagulo Probabilmente lo avete intuito; gli oli polinsaturi omega-6 adulterati. Quelli che inizialmente contengono EFA che si comportano in modo appropriato, ma che vengono deteriorati nel corso della lavorazione industriale degli alimenti. Sono state svolte e pubblicate sulle riviste mediche numerose simili analisi dei coaguli delle arterie, indicanti i medesimi risultati, ma a quanto pare solo pochi medici ne hanno preso visione.

I comuni cittadini hanno scarsissime possibilità, sempre che ne abbiano, di scoprire la verità.

Quindi non è il colesterolo in se stesso che ostruisce le arterie. Se siete carenti di EFA, il colesterolo si comporta come un sistema di trasporto di veleno.

Gli EFA sono il principale componente del colesterolo.

Come chiarisce il manuale di medicina Molecular Biology of the Cell (p. 481), il colesterolo è necessario all’integrità strutturale del doppio strato lipidico, la matrice di ciascuna delle nostre membrane cellulari.

JAMA (1994;272:135-40) ha pubblicato un articolo nel quale si affermava che i farmaci per abbassare il colesterolo non funzionano in modo significativo per prevenire le cardiopatie. La ragione? Non riescono ad abbassare a sufficienza la quantità capostipite di omega-6 difettosi. Come affermato in Current Atherosclerosis Reports (2004; 272: 1335-40), questo è il motivo per cui i farmaci per il colesterolo non possono svolgere la loro funzione: “L’LDL contiene sino all’80% di lipidi grassi (grassi ed oli), compresi acidi grassi polinsaturi e colesterolo, principalmente esteri (del colesterolo). L’acido linoleico (LA), uno dei più abbondanti acidi grassi presenti nell’LDL….?

In virtù di queste informazioni ci rendiamo conto di quello che il colesterolo trasporta gli EFA adulterati ovvero il problema. Un articolo pubblicato Human Nutrition: Clinical Nutrition (1984; 38c:245-260) conferma ulteriormente che è il capostipite degli omega-6 a formare la maggior parte degli acidi grassi nel colesterolo LDL e in quello HDL.

Non fatevi ingannare da chi vi dice che i grassi naturali sono “cattivi? . Tutte le cellule del nostro corpo necessitano di molti grassi naturali contenenti EFA; in particolare, di capostipite degli omega-6.

Se anche solo una esigua frazione di questo capostipite degli omega-6 è difettosa, il che pregiudica la sua prerogativa di assorbire ossigeno e di svolgere altre funzioni cellulari, questa agisce come causa diretta del cancro e delle cardiopatie.



Tratto da NEXUS numero 68. Vedi www.nexusitalia.com

Del Prof. Brian Scott Peskin, BSEE (MIT) 2006.

Vedere www.BrianPeskin.com per maggiori approfondimenti.

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